Una delle finalità primarie della nostra associazione è quella di riprendere l’impegno di Nicola come Curatore di Rassegne cinematografiche.
Nicola ha coltivato quest’attività con grande passione e competenza sin da ragazzo, l’ha portata avanti e condivisa con un gruppo di amici, l’ha poi resa parte importante del suo lavoro, curando rassegne per l’Istituto italiano di cultura a Londra e per l’Institut Français di Milano. Ha anche scritto, per l’University College of London, un saggio teorico sulla Curatela di opere d’arte di cui è in corso la traduzione in italiano.
Per dare un seguito a questo impegno ed offrire un servizio culturale alla città, l’assemblea dei nostri soci ha deciso di organizzare periodicamente una Rassegna cinematografica denominata «Nic’s Movies» e di affidare la curatela della prima edizione bandendo un concorso volto a premiare giovani talenti.

IL CONCORSO

ANDREA Giangaspero
Vincitore del concorso per la curatela della rassegna Nic’s Movies 2025
I titoli individuati sono stati scelti con un’idea di curatela cinematografica precisa e puntuale, capace di lasciarsi suggestionare dalla lettura dei testi che compongono il volume: Prima che tutto torni buio. Scritti di cinema di Nicola Curzio.
Se parliamo di suggestione è perché Giangaspero, partendo da quelle pagine, prova a immaginare/individuare delle visioni con cui l’autore del libro si è confrontato, insieme ad altre nelle quali sicuramente si sarebbe imbattuto e che ci piace pensare avrebbe molto amato e provato a mostrare.
Oltre la qualità, della rassegna proposta vogliamo premiare il rispetto con cui Giangaspero si relaziona agli scritti e quindi allo sguardo che ne sta dietro (o fuoricampo). E rispetto è una parola che, se liberata da quella patina, da quel residuo di ossequio che talvolta ce la fa suonare falsa, ha in sé l’essenziale: re-spicere, ovvero guardare. L’essenziale: io e te, i miei occhi nei tuoi”.
La Commissione, nominata dal Consiglio direttivo dell’Associazione Nicola Curzio è composta dagli studiosi di cinema Gemma Adesso, Oscar Iarussi e Matteo Marelli.
LA RASSEGNA

Il cinema abita i luoghi dell’invisibile tanto quanto quelli del visibile. Dove la luce promana e definisce le immagini, qualcosa accanto, sopra, sotto, dunque fuoricampo, resta nell’oscurità. Del resto, è la relazione tra luce e buio che esprime la tensione generativa del cinema. Nella sua appassionata riflessione sulle immagini, Nicola Curzio cercava sempre, attraverso la scrittura, di rintracciare, avvicinare quel punto di incontro tra gli opposti, restituendo al lettore il tocco emotivo e il potere auratico che esso esprimeva. Indagava soprattutto le filmografie remote, selvatiche, spesso misconosciute: quelle, appunto, di un cinema invisibile e di un cinema dell’invisibilità.
Abbiamo raccolto l’invito di Nicola a guardare oltre, a guardare meglio, e attorno al motivo dell’invisibilità al cuore dello sguardo (come lo ha raccontato meravigliosamente Victor Erice in Cerrar los ojos) abbiamo ideato un percorso di visioni che potesse, in qualche modo, trovare la sua attenzione, “ereditare” in piccolo la sua ricerca, giungendo a un gruppo di autori da lui tanto apprezzati, e i cui ultimi titoli avrebbe sicuramente amato.
Ecco, quindi, il Grand Tour (2024) di Miguel Gomes verso una geografia remota e senza coordinate, e Rodrigo Sorogoyen, con la sua poetica spietata nella spigolosa campagna spagnola di As Bestas (2022), dove si consuma una tragedia silente. Ancora, l’ultimo, magnifico Tsukamoto di Hokage (2023), film di spettri e di fuochi fatui, che oscillano tra la vertigine della fine e la speranza della vita. In ultimo, proponiamo la visione di Hors-saison (2023), di Stéphane Brizé, che mette per immagine un amore fuori tempo massimo, fuori stagione, che respira e trova spazio, romanticamente, nella forma della parentesi. Quattro titoli che, nel dialogo tra visibile e invisibile e nel posarsi morbido delle immagini sulla superficie retinica, hanno il loro centro, il cuore.











